PUBBLICAZIONI

RISCOPERTA E VALORIZZAZIONE AMBIENTALE ED ECONOMICA DI UN’OASI NATURALE: I CALANCHI DI ATRI


Titolo: Riscoperta e valorizzazione ambientale ed economica di un’Oasi naturale: I Calanchi di Atri

Autore: Anna Pelusi

Anno: 2011/2012

Pagine: 49

Atri è un’importante città artistica del medio Adriatico situata su un altopiano a breve distanza dal mare omonimo; possiede validi motivi di attrazione, quali chiese monumentali, musei, centro storico con un nucleo urbano medievale, resti di mura, porte antiche, e paesaggi naturali ben conservati. Sono di particolare interesse le diffuse e complesse forme di erosione calanchiva paragonate alle bolge dantesche e oggetto di numerosi scritti, filmati, registrazioni televisive, riviste, foto gallerie.

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IL QUATERNARIO DELLA MEDIA E BASSA VALLE DEL FIUME VOMANO (ABRUZZO)


Titolo: Il quaternario della media e bassa valle del fiume Vomano (Abruzzo)

Autore: Cichella Stefano

Anno: 2009/2010

Pagine: 118

Con lo scopo di studiare le facies deposizionali e la paleogeografica dell’area della media e bassa valle del fiume Vomano (Abruzzo) durante l’intervallo Plio-Pleistocenico, è stato condotto un rilevamento geologico. I dati raccolti sono stati trattati successivamente in ambito GIS ed è stata realizzata una carta geologica dove le unità stratigrafiche sono state contraddistinte con la sigla VV, indicante val Vomano, e seguite da un numero.

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RILEVAMENTO GEOLOGICO E ANALISI DI FACIES DELL'AREA DI ATRI (TE)


Titolo: Rilevamento geologico e analisi di facies dell'area di Atri (TE)

Autore: Cichella Stefano

Anno: 2007/2008

Pagine: 29

È stato effettuato un rilevamento geologico a scala 1:10.000 all’interno del comune di Atri (TE), sulla base di una carta topografica in scala 1 : 25.000 dell’IGM della serie 25 e la ortofotocarta dell’area, per analizzare le litofacies affioranti in zona ed avere delle informazioni sulla paleogeografia dell’area nel periodo Plio-pleistocenico, al fine di elaborare una carta geologica.

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LA COLONIA ROMANA DI HADRIA TOPOGRAFIA E STORIA



Titolo: La colonia romana di Hadria topografia e storia

Autore: Francesco Di Paolo

Anno: 2014

Pagine: 98

In provincia di Teramo, da cui dista una quarantina di chilometri, Atri si posiziona su un sistema collinare fra le valli dei torrenti Piomba e Galvano. La città antica, accessibile direttamente dalla non lontana costa adriatica attraverso le valli fluviali, era in collegamento con i centri medio-adriatici del Teramano e del Pescarese. La storia degli scavi e delle scoperte nel suo territorio deriva da una vera e propria tradizione di studi nel campo archeologico. I dati raccolti mostrano un quadro dell’area parzialmente complesso, ricco di fascino e significato, anche se in parte ancora incompleto e lacunoso. Il mio intento, in questa sede, è quello di ricostruire un quadro quanto più completo ed esauriente della città di Atri in epoca romana, al tempo della colonia latina di Hadria, da un punto di vista storico e archeologico, ma soprattutto topografico. In tal senso, l’intero materiale da me raccolto è stato suddiviso e rielaborato in base ai tre principali capisaldi che hanno costituito la base del mio intero lavoro, ovvero: 1. CENNI STORICI, con tutta la storia dell’insediamento atriano da prima della conquista romana fino all’unità d’Italia; 2. EDILIZIA PUBBLICA E PRIVATA, con l’inquadramento di tutti gli edifici antichi e le infrastrutture più importanti, inseriti nel contesto urbano e nella zonizzazione della città; 3. MURA, NECROPOLI E PORTO, con la descrizione del circuito murario, delle necropoli precoloniali e latine e per concludere dell’impianto portuale. La scelta di Atri e la volontà di ricostruire il suo fasto passato, tanto celebre quanto misterioso (vedasi le origini del suo toponimo), non sono solo figlie della mia curiosità intellettuale, ma devono parte del loro interesse alle mie origini atriane. Con questo tengo a precisare che quanto letto, esaminato e scritto, è stato fatto come sorta di piccolo tributo verso la città che mi ha dato i natali. Per concludere, si ringraziano il Professor Iaculli per la disponibilità costante, nonché il personale della Soprintendenza Archeologica di Chieti e quello della Riserva dei Calanchi di Atri per la fattiva collaborazione nelle ricerca dei materiali bibliografici e fotografici.

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IL BORGO OSPITALE DI VILLA FERRETTI


Titolo: Il borgo ospitale di Villa Ferretti

Autori: Simone Ursini Casalena

Anno: 2014

Pagine: 70


Il presente studio è il risultato di un percorso di indagine realizzato durante il tirocinio formativo svolto presso la Riserva naturale regionale dei Calanchi di Atri. Il tirocinio ha rappresentato un momento di applicazione sul campo dei temi affrontati nel Master in Gestione dello sviluppo locale nei parchi e nelle aree naturali (GeSLOPAN) organizzato dall'Università di Teramo. Ispirato da alcuni spunti forniti dal Direttore della Riserva, Adriano De Ascentiis, lo studio affronta il tema dei borghi rurali storici ed in particolare è finalizzato ad individuare le potenzialità di utilizzo e valorizzazione ai fini turistici dell'antico borgo di Villa Ferretti come albergo diffuso ai confini con il Sito di Interesse Comunitario “i Calanchi di Atri”. Osservando l'attuale consistenza del borgo, che presenta problemi di diversa natura, emerge sostanzialmente una condizione di immobilismo e stagnazione dovuta certamente all'invecchiamento demografico ma anche all'abbandono delle attività economiche preesistenti. Lo studio, quindi, oltre ad una ricognizione del patrimonio edilizio esistente e dell’attuale sistemazione degli spazi aperti, comprende anche delle indicazioni programmatiche che configurano una proposta strumentale a supporto degli approfondimenti e sviluppi che Enti pubblici e/o operatori privati intenderanno intraprendere in proiezione di una specifica iniziativa di recupero, riqualificazione e valorizzazione dell'antico borgo di Villa Ferretti. Tenendo conto delle finalità e degli usi futuri dello studio effettuato, si è scelto di strutturare il presente documento come una prima bozza di studio di fattibilità.

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LA FAUNA ERPETOLOGICA DEL SIC IT7120083 “CALANCHI DI ATRI”


Titolo: La fauna erpetologica del SIC IT7120083 “Calanchi di Atri”

Autori: Luciano Di Tizio, Nicoletta Di Francesco, Adriano De Ascentiis, Serena Ciabò

Anno: 2013

Pagine: 6



Abstract.

The herpetofauna of SIC IT7120083 “Calanchi di Atri”. Working on the management plan of SIC IT7120083 “Calanchi di Atri” from May 2011 to April 2012 the authors checked and updated the data on amphibians and reptiles occurring in the SIC's.

Keywords. SIC IT7120083, check-list, Amphibians, Reptiles.

 

Il SIC IT7120083 “Calanchi di Atri” si estende attualmente per 1154 ettari. Il Comune di Atri (TE), in qualità di ente gestore, ha attivato un Ufficio di Piano che ha, tra l’altro, il compito della redazione del Piano di Gestione con la verifica dei dati del Formulario Standard. Nel corso di tale lavoro è stato ridefinito il confine del SIC per renderlo coerente con una scala di maggior dettaglio (1:5.000) e per includervi un piccolo frammento di bosco maturo (circa 8,6 Ha) individuato come prioritario in località Colle Broccolo. In conseguenza della proposta di modifica la superficie complessiva del SIC diventa di 1167 ettari, interamente compresi nel territorio comunale di Atri, con range altitudinale tra 66 m (lungo la vallata del torrente Piomba) e 400 m s.l.m. nel versante occidentale del Colle della Giustizia (dati da CTR Regione Abruzzo, scala 1:5.000). Nel suo territorio estese ed imponenti rupi calanchive risalenti al Pliocene, di natura argillosa, si alternano a fossi, laghetti, piccoli rivi, macchie boschive, rimboschimenti, incolti e campi coltivati. Nel Formulario Standard Natura 2000 del SIC IT7120083, redatto nel 1995, sono inserite due specie di interesse erpetologico: Bombina pachypus (indicata come Bombina variegata) ed Elaphe quatuorlineata. Nell’ambito dello studio in corso sono stati verificati i dati del Formulario Standard ed è stata aggiornata la check-list delle specie di Anfibi e Rettili presenti nel territorio in questione. In questo contributo vengono riassunti i risultati raggiunti.

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MONITORAGGIO DEL MOSCARDINO NELLA RISERVA NATURALE CALANCHI DI ATRI


Titolo: Monitoraggio del moscardino nella Riserva Naturale Calanchi di Atri

Autore: Alessia Ferretti

Anno: 2013

Pagine: 34

Il moscardino (Muscardinus avellanarius) è uno tra i più piccoli mammiferi presenti in Italia e il più piccolo appartenente alla famiglia dei Gliridi.
Per il buon grado di selettività ambientale, rappresenta un ottimo bioindicatore la cui presenza è indice dell'integrità dell'habitat e della connettività ecologica del territorio. Il moscardino è una specie relativamente comune e diffusa, tanto da essere classificata dalla Lista Rossa IUCN come una specie a basso rischio.
Tuttavia, in alcune parti del suo areale, le popolazioni stanno subendo un forte declino principalmente a causa della perdita e della frammentazione degli habitat forestali e delle siepi, ai quali la specie è fortemente legata e dai quali ne dipende la sopravvivenza. Per tale ragione il moscardino è inserito nell'appendice IV della Direttiva Habitat (92/43/cee), come specie di interesse comunitario che richiede una protezione rigorosa, e nell'appendice III della Convenzione di Berna, che assicura la conservazione della specie e del suo habitat naturale.

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DISTRIBUZIONE DELL'ISTRICE IN ABRUZZO


Titolo: Distribuzione dell'istrice in Abruzzo

Autore: De Santis Francesca

Anno: 2010/2011

Pagine: 55

Il genere Hystrix comprende otto specie distribuite in Europa, Africa ed Asia. In Italia è presente la specie nominale Hystrix cristata (Linnaeus, 1758). Quest'animale viene spesso riconosciuto e indicato con il nome di spinosa e spesso, in modo errato, viene identificato come riccio.
Negli ultimi decenni questa specie ha fatto registrare in Italia una netta tendenza all’espansione in molte zone e si è potuto osservare un accrescimento del suo areale di distribuzione che segue un andamento ben preciso. L’Hystrix cristata nel giro di cinquant' anni sta, infatti, lasciando tracce della sua presenza in zone dell’Italia in cui si considerava ormai scomparso.
In queste considerazioni risiedono le premesse dalle quali è scaturito il presente lavoro che cerca di inquadrare la presenza e la distribuzione dell’istrice, in particolare nella regione Abruzzo.

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ANALISI DELL'AVIFAUNA NELLA RISERVA NATURALE REGIONALE DEI CALANCHI DI ATRI


Titolo: Analisi dell'avifauna nella Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri

Autore: Castorani Stefano

Anno: 2013

Pagine: 63

La conservazione della biodiversità e la tutela dei sistemi agricoli e forestali ad Alto Valore Naturale costituiscono due degli obiettivi prioritari della politica per lo sviluppo rurale, individuata dall’Unione europea ed attuata attraverso i Programmi di Sviluppo Rurale 2007-2013.

La politica di sviluppo rurale rappresenta un’importante opportunità per la conservazione della biodiversità, non solo per ladotazione finanziaria, ma anche per le azioni di sensibilizzazione degli operatori sui temi della biodiversità, per la capacità di promuovere l’interazione tra soggetti istituzionali diversi, per l’aumento della conoscenza, la diffusione delle informazioni e lo sviluppo di sinergie ( Giuseppe Blasi, Rete Rurale Nazionale & Lipu, 2011).

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GEOTURISMO NELLA RISERVA NATURALE DEI CALANCHI DI ATRI E NELL'AREA MARINA PROTETTA DELLA TORRE DI CERRANO


5° Congresso Nazionale GEOLOGIA e TURISMO a 10 anni dalla fondazione
 
Organizzato da: Associazione Italiana di Geologia e Turismo, Bologna 6 e 7 giugno 2013

Il convegno festeggia i10 anni della Associazione confermando che il Turismo geologico è una opportunità che deve essere meglio conosciuta per collegarsi alla rete degli operatori della cultura e del turismo.
Il territorio offre paesaggi emozionali ed estetici, ma anche la concretezza di un substrato ricco di tesori da studiare, divulgare e proteggere. L’associazione è guidata dalla consapevolezza che il turismo sia un fenomenale strumento di divulgazione della conoscenza ed un modo di avvicinare non solo ai luoghi ed alla vita che in quei luoghi si svolge, ma anche ai modi ed ai processi naturali e culturali.
Questo 5° Congresso vuole continuare lungo la strada già percorsa e offrire l'opportunità di far conoscere le più recenti iniziative in campo geoturistico, che si stanno realizzando nelle diverse realtà italiane e ampliare il dibattito, che sempre più si sta vivacizzando sui problemi e le strategie dell'informazione e della divulgazione delle Scienze della Terra.

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LE FONTANE ATRIANE: CONFIGURAZIONE E FORMAZIONE DI UN SISTEMA IDRICO


Titolo: Le fontane atriane: configurazione e formazionee di un sistema idrico

Autore: Luigi Martella

Anno:

Pagine: 34


Con questo studio sui sistemi idrici di Atri si è teso, non già scoprire delle novità assolute nel campo della storia dell'utilizzazione delle acque, quanto segnalare e puntualizzare le particolari caratteristiche strutturali ed architettoniche di un sistema di acquedotti e fontane ancora oggi perfettamente conservato e funzionante.

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“STUDIO SU ARTROPODI DEL SUOLO (CHILOPODI E COLEOTTERI CARABIDI) DELLA RISERVA NATURALE “CALANCHI DI ATRI” (ABRUZZO, TERAMO) E LORO DINAMICHE DI RICOLONIZZAZIONE POST-INCENDIO”


Titolo: "Studio su Artropodi del suolo (Chilopodi e Coleotteri Carabidi) della Riserva Naturale "Calanchi di Atri" (Abruzzo, Teramo) e loro dinamiche di ricolonizzazione post-incendio"

Autori: Marzio Zapparoli, Stefano De Felici, Augusto Vigna Taglianti

Anno: 2011

Pagine: 16

Nel Dicembre 2009, il Prof. Marzio Zapparoli, del Dipartimento di Protezione delle Piante dell’Università della Tuscia di Viterbo (DIPROP), oggi del Dipartimento per la Innovazione nei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali (DIBAF) della stessa Università, ha presentato all’Istituto Abruzzese Aree Protette WWF (IAAP-WWF) una richiesta di finanziamento per un progetto di ricerca dal titolo "Studio su Artropodi del suolo (Chilopodi e Coleotteri Carabidi) della Riserva Naturale "Calanchi di Atri" (Abruzzo, Teramo) e loro dinamiche di ricolonizzazione post-incendio".

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ATRI-CERRANO UN SITO PER L'UNESCO


 

Titolo: Atri-Cerrano un sito per l'UNESCO.

Autore: Valentino Manucci

Anno: 2010

Pagine: 69

E' ormai abbondantemente superata la concezione idealistica che riduce il bene culturale a semplice oggetto d'arte in favore di una valorizzazione che coinvolge il territorio in tutta la sua dimensione storica e ambientale.
Uscendo da una concezione elitaria e riduttiva di cultura, si accetta oggi l'idea che per bene culturale si consideri anche il bene ambientale. Il territorio è il prodotto di una cultura collettiva, per il quale non basta una tutela passiva, ma è necessaria una tutela attiva, per questo una politica dei beni culturali deve essere attenta all'analisi, allo studio e alla gestione di un corretto sistema di fruizione, che richiama la necessità dell'organizzazione del territorio (Sereno, 1997).

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TESI DI LAUREA CARATTERIZZAZIONE FAUNISTICA


Titolo: Caratterizzazione faunistica della "Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri"

Autore: Alessia Ferretti

Anno: 2010

Pagine: 62

La Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri rappresenta, da un punto di vista paesaggistico, un ambiente estremamente caratteristico e suggestivo per la presenza di maestose formazioni calanchive, che contrastano fortemente con i dolci pendii coltivati.
Sotto l'aspetto ecologico, invece, rappresenta un ambiente altamente diversificato e mosaicizzato, costituito da una grande varietà di ecosistemi.
Il territorio della Riserva, tuttavia, non è un ambiente ad alta naturalità a causa della marcata antropizzazione dovuta alle intense pratiche agricole che interessano circa un terzo dell'area.

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LE REGINE DELLE DUNE



Titolo: Le regine delle dune

Autore: Adriano De Ascentiis

Anno: 2005

Pagine: 72

Questa guida, che ha uno scopo prettamente divulgativo, vuole far conoscere a chi la sfoglierà le meraviglie nascoste di un piccolo tratto di spiaggia prospiciente il Comune di Pineto (TE), i suoi colori, le sue molteplici essenze vegetali, talvolta rare, i suoi piccoli abitanti.
Tutti noi usufruiamo a nostro piacimento della spiaggia e del mare, ma non tutti conosciamo o ci soffermiamo ad osservare gli organismi che vivono in questo piccolo e fragilissimo ecosistema di spiaggia, unici e silenziosi abitanti del nostro stupendo arenile.

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TESI ECOTURISMO CALANCHI DI ATRI


copertina Titolo: Analisi Quantitativa/Qualitativa dell'Ecoturismo nella Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri

Autore: Jhony Cesar dos Santos

Anno: 2008

Pagine: 64

Introduzione:Il turismo é un fenomeno di cui esistono testimonianze sin dall'epoca dell'antica Grecia, epoca in cui gli storici viaggiavano nel mondo, cercando di conoscere il mondo in cui vivevano ed epoca in cui si svolgevano eventi come: i giochi olimpici, i teatri e i “festivals”.
Già dai romani, si possono sottolineare le attività come: i giochi sulla spiaggia, i viaggi alle terme e ai balneari come attività così dette turistiche.
Il “grand tour”, in cui studenti dell'élite europea si spostavano dai suoi luoghi d'origine con lo scopo educativo e culturale, sono altre testimonianze di quello che si conosce oggi come il turismo.
Lo sviluppo tecnologico della Rivoluzione Industriale, che ha contribuito per il miglioramento dei trasporti e delle comunicazioni, segnò una vera svolta per il turismo, ma l'esplosione c'è stata nel secondo dopo-guerra, quando l'espansione dell'aviazione commerciale e la crescita automobilistica, rese più facile la mobilità della popolazione.

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I CALANCHI DI ATRI


copertina Titolo: I Calanchi di Atri

Autore:

Anno:

Pagine: 5

La Riserva Naturale Re gionale dei Calanchi di Atri, istituita dalla Regione Abruzzo nel 1995, è diventata Oasi WWF nel 1999. La Riserva si estende per circa 380 ettari e si sviluppa dai 106 metri del fondovalle del Torrente Piomba ai 468 metri del Colle della Giustizia. L’area accoglie una delle forme più affascinanti del paesaggio adriatico: i calanchi, maestose architetture naturali conosciute anche come “bolge” o “scrimoni”, originati da una forma di erosione dinamica, provocata dalle passate deforestazioni e favorita dai continui disseccamenti e dilavamenti che agiscono sulla conformazione argillosa del terreno.

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TESI GEOSITO RISERVA NATURALE CALANCHI DI ATRI


copertina Titolo: Il Geosito dei Calanchi di Atri

Autore: D’Andrea Roberto

Anno: 2008

Pagine: 162

Il concetto di salvaguardia del nostro Patrimonio geologico, ossia di quei siti di particolare interesse che ogni regione possiede in diversa misura e qualità, si sta affermando da alcuni anni in Europa e di recente anche in Italia. La nostra società dovrebbe interessarsi alla geoconservazione, perché essa concerne la salvaguardia di luoghi speciali considerati “finestre” sul passato della terra. Solo attraverso tali siti si possono leggere gli eventi impressi nelle rocce e comprenderne i passaggi chiave. Secondo Wimbledon et alii 1996, un geosito può essere “ogni località, area o territorio dove sia possibile definire un interesse geologico o geomorfologico per la conservazione”. Si tratta di siti che si legano alle origini e alle vicende dei nostri luoghi di vita e dei paesaggi che appartengono al nostro patrimonio, poiché abbiamo con essi un contatto quotidiano. E’ compito dei geologici conoscere e apprezzare le caratteristiche dei siti, affinché vengano comprese meglio le forme geologiche attuali e, conseguentemente, conservate. Il “geotopo” può essere costituito dall’unicità o dalla rappresentatività di un certo carattere geologico.

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GUIDA CULTIVAR


copertina Titolo: Biodiversità e Agricoltura nei Calachi di Atri

Autore:

Anno:

Pagine: 20

La guida vuole essere uno stimolo per agricoltori e appassionati di agricoltura che desiderano intraprendere nuove coltivazioni e/0 recuperare essenze vegetali anticamente colyivate e attualmente in via di abbandono.
L'auspicio e che si crei, nel contesto della Riserva Naturale de Calnchi di Atri e in tutto il comprensorio turistico delle terre del Cerrano, un consorsio di produzione e vendita di prodotti tipici strettamente legati al territorio e garantiti dal marchi di qualità della Riserva.
Questi prodotti, insieme a vino,olio e carne, già abbondantemente affermati, potrbbero diventare una abbondante risorsa economica per le nostre aziende agricole, che si trovano spesso ad operare in territori marginali e in situazioni economiche difficili.

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DISTRIBUTION OF THE LANNER FALCON


falco lanario Titolo: Landscape-scale Spatial Distribution of the Lanner Falcon (Falco biarmicus feldeggii) Breeding Population in Italy

Autore: Alessandro Andreotti, Giovanni Leonardi, Maurizio Sara` , Massimo Brunelli, Lorenzo De Lisio, Augusto De Sanctis, Mauro Magrini, Riccardo Nardi, Paolo Perna and Antonio Sigismondi

Anno: 2008

Pagine: 5

The choice of the best conservation measures for threatened taxa strictly depends on basic knowledge about their population size, distribution, and overall trends. However, it is difficult to gather such information in the field. In fact, focal species are often rare and have complex distributional patterns related to sink-source or metapopulation models.

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Riserva Naturale Regionale Oasi WWF "Calanchi di Atri" - Piazza Duchi D'Acquaviva cap 64032 Atri (TE)
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