
PUBBLICAZIONI

GEOTURISMO NELLA RISERVA NATURALE DEI CALANCHI DI ATRI E NELL'AREA MARINA PROTETTA DELLA TORRE DI CERRANO

5° Congresso Nazionale GEOLOGIA e TURISMO a 10 anni dalla fondazione
Organizzato da: Associazione Italiana di Geologia e Turismo, Bologna 6 e 7 giugno 2013
Il convegno festeggia i10 anni della Associazione confermando che il Turismo geologico è una opportunità che deve essere meglio conosciuta per collegarsi alla rete degli operatori della cultura e del turismo.
Il territorio offre paesaggi emozionali ed estetici, ma anche la concretezza di un substrato ricco di tesori da studiare, divulgare e proteggere. L’associazione è guidata dalla consapevolezza che il turismo sia un fenomenale strumento di divulgazione della conoscenza ed un modo di avvicinare non solo ai luoghi ed alla vita che in quei luoghi si svolge, ma anche ai modi ed ai processi naturali e culturali.
Questo 5° Congresso vuole continuare lungo la strada già percorsa e offrire l'opportunità di far conoscere le più recenti iniziative in campo geoturistico, che si stanno realizzando nelle diverse realtà italiane e ampliare il dibattito, che sempre più si sta vivacizzando sui problemi e le strategie dell'informazione e della divulgazione delle Scienze della Terra.
ATRI IPOGEA. LE ANTICHE FONTANE
Titolo: Atri ipogea. Le antiche fontane
Autore: G. Damiani, A. De Ascentiis, P. Pagliara, C. M. Sciarra
Anno: 2012
Pagine: 26
Il sistema ipogeo in oggetto è ubicato in Atri, in provincia di Teramo, Abruzzo, città con una popolazione di 11.326 abitanti (dato riferito al 01/01/2009). Essa è localizzata sulla fascia collinare adriatica ad una altitudine di 444 m s.l.m. ed a circa 8 km dalla costa. Ne testimoniano l’antichità il rinvenimento delle necropoli protostoriche di Colle della Giustizia e di Contrada Pretara, e alcune monete datate tra il IV e VI secolo a.C. L’abitato si dispiega su tre colli denominati Maralto, Colle di Mezzo e Muralto, quasi esclusivamente su ghiaie al tetto, a tratti conglomerati, passanti verso il basso a sabbie, con elevata permeabilità, e poi limi e argille ed argille/sabbiose, poggiati su imponenti banchi di argilla, tutti di origine plio-pleistocenica.
LE FONTANE ATRIANE: CONFIGURAZIONE E FORMAZIONE DI UN SISTEMA IDRICO
Titolo: Le fontane atriane: configurazione e formazionee di un sistema idrico
Autore: Luigi Martella
Anno:
Pagine: 34
Con questo studio sui sistemi idrici di Atri si è teso, non già scoprire delle novità assolute nel campo della storia dell'utilizzazione delle acque, quanto segnalare e puntualizzare le particolari caratteristiche strutturali ed architettoniche di un sistema di acquedotti e fontane ancora oggi perfettamente conservato e funzionante.
“STUDIO SU ARTROPODI DEL SUOLO (CHILOPODI E COLEOTTERI CARABIDI) DELLA RISERVA NATURALE “CALANCHI DI ATRI” (ABRUZZO, TERAMO) E LORO DINAMICHE DI RICOLONIZZAZIONE POST-INCENDIO”

Titolo: "Studio su Artropodi del suolo (Chilopodi e Coleotteri Carabidi) della Riserva Naturale "Calanchi di Atri" (Abruzzo, Teramo) e loro dinamiche di ricolonizzazione post-incendio"
Autori: Marzio Zapparoli, Stefano De Felici, Augusto Vigna Taglianti
Anno: 2011
Pagine: 16
Nel Dicembre 2009, il Prof. Marzio Zapparoli, del Dipartimento di Protezione delle Piante dell’Università della Tuscia di Viterbo (DIPROP), oggi del Dipartimento per la Innovazione nei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali (DIBAF) della stessa Università, ha presentato all’Istituto Abruzzese Aree Protette WWF (IAAP-WWF) una richiesta di finanziamento per un progetto di ricerca dal titolo "Studio su Artropodi del suolo (Chilopodi e Coleotteri Carabidi) della Riserva Naturale "Calanchi di Atri" (Abruzzo, Teramo) e loro dinamiche di ricolonizzazione post-incendio".
ATRI-CERRANO UN SITO PER L'UNESCO
Titolo: Atri-Cerrano un sito per l'UNESCO.
Autore: Valentino Manucci
Anno: 2010
Pagine: 69
E' ormai abbondantemente superata la concezione idealistica che riduce il bene culturale a semplice oggetto d'arte in favore di una valorizzazione che coinvolge il territorio in tutta la sua dimensione storica e ambientale.
Uscendo da una concezione elitaria e riduttiva di cultura, si accetta oggi l'idea che per bene culturale si consideri anche il bene ambientale. Il territorio è il prodotto di una cultura collettiva, per il quale non basta una tutela passiva, ma è necessaria una tutela attiva, per questo una politica dei beni culturali deve essere attenta all'analisi, allo studio e alla gestione di un corretto sistema di fruizione, che richiama la necessità dell'organizzazione del territorio (Sereno, 1997).
TESI DI LAUREA CARATTERIZZAZIONE FAUNISTICA

Titolo: Caratterizzazione faunistica della "Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri"
Autore: Alessia Ferretti
Anno: 2010
Pagine: 62
La Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri rappresenta, da un punto di vista paesaggistico, un ambiente estremamente caratteristico e suggestivo per la presenza di maestose formazioni calanchive, che contrastano fortemente con i dolci pendii coltivati.
Sotto l'aspetto ecologico, invece, rappresenta un ambiente altamente diversificato e mosaicizzato, costituito da una grande varietà di ecosistemi.
Il territorio della Riserva, tuttavia, non è un ambiente ad alta naturalità a causa della marcata antropizzazione dovuta alle intense pratiche agricole che interessano circa un terzo dell'area.
LE REGINE DELLE DUNE

Titolo: Le regine delle dune
Autore: Adriano De Ascentiis
Anno: 2005
Pagine: 72
Questa guida, che ha uno scopo prettamente divulgativo, vuole far conoscere a chi la sfoglierà le meraviglie nascoste di un piccolo tratto di spiaggia prospiciente il Comune di Pineto (TE), i suoi colori, le sue molteplici essenze vegetali, talvolta rare, i suoi piccoli abitanti.
Tutti noi usufruiamo a nostro piacimento della spiaggia e del mare, ma non tutti conosciamo o ci soffermiamo ad osservare gli organismi che vivono in questo piccolo e fragilissimo ecosistema di spiaggia, unici e silenziosi abitanti del nostro stupendo arenile.
TESI ECOTURISMO CALANCHI DI ATRI
Titolo: Analisi Quantitativa/Qualitativa dell'Ecoturismo nella Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri
Autore: Jhony Cesar dos Santos
Anno: 2008
Pagine: 64
Introduzione:Il turismo é un fenomeno di cui esistono testimonianze sin dall'epoca dell'antica Grecia, epoca in cui gli storici viaggiavano nel mondo, cercando di conoscere il mondo in cui vivevano ed epoca in cui si svolgevano eventi come: i giochi olimpici, i teatri e i “festivals”.
Già dai romani, si possono sottolineare le attività come: i giochi sulla spiaggia, i viaggi alle terme e ai balneari come attività così dette turistiche.
Il “grand tour”, in cui studenti dell'élite europea si spostavano dai suoi luoghi d'origine con lo scopo educativo e culturale, sono altre testimonianze di quello che si conosce oggi come il turismo.
Lo sviluppo tecnologico della Rivoluzione Industriale, che ha contribuito per il miglioramento dei trasporti e delle comunicazioni, segnò una vera svolta per il turismo, ma l'esplosione c'è stata nel secondo dopo-guerra, quando l'espansione dell'aviazione commerciale e la crescita automobilistica, rese più facile la mobilità della popolazione.
I CALANCHI DI ATRI
Titolo: I Calanchi di Atri
Autore:
Anno:
Pagine: 5
La Riserva Naturale Re gionale dei Calanchi di Atri, istituita dalla Regione Abruzzo nel 1995, è diventata Oasi WWF nel 1999. La Riserva si estende per circa 380 ettari e si sviluppa dai 106 metri del fondovalle del Torrente Piomba ai 468 metri del Colle della Giustizia. L’area accoglie una delle forme più affascinanti del paesaggio adriatico: i calanchi, maestose architetture naturali conosciute anche come “bolge” o “scrimoni”, originati da una forma di erosione dinamica, provocata dalle passate deforestazioni e favorita dai continui disseccamenti e dilavamenti che agiscono sulla conformazione argillosa del terreno.
TESI GEOSITO RISERVA NATURALE CALANCHI DI ATRI
Titolo: Il Geosito dei Calanchi di Atri
Autore: D’Andrea Roberto
Anno: 2008
Pagine: 162
Il concetto di salvaguardia del nostro Patrimonio geologico, ossia di quei siti di particolare interesse che ogni regione possiede in diversa misura e qualità, si sta affermando da alcuni anni in Europa e di recente anche in Italia. La nostra società dovrebbe interessarsi alla geoconservazione, perché essa concerne la salvaguardia di luoghi speciali considerati “finestre” sul passato della terra. Solo attraverso tali siti si possono leggere gli eventi impressi nelle rocce e comprenderne i passaggi chiave. Secondo Wimbledon et alii 1996, un geosito può essere “ogni località, area o territorio dove sia possibile definire un interesse geologico o geomorfologico per la conservazione”. Si tratta di siti che si legano alle origini e alle vicende dei nostri luoghi di vita e dei paesaggi che appartengono al nostro patrimonio, poiché abbiamo con essi un contatto quotidiano. E’ compito dei geologici conoscere e apprezzare le caratteristiche dei siti, affinché vengano comprese meglio le forme geologiche attuali e, conseguentemente, conservate. Il “geotopo” può essere costituito dall’unicità o dalla rappresentatività di un certo carattere geologico.
GUIDA CULTIVAR
Titolo: Biodiversità e Agricoltura nei Calachi di Atri
Autore:
Anno:
Pagine: 20
La guida vuole essere uno stimolo per agricoltori e appassionati di agricoltura che desiderano intraprendere nuove coltivazioni e/0 recuperare essenze vegetali anticamente colyivate e attualmente in via di abbandono.
L'auspicio e che si crei, nel contesto della Riserva Naturale de Calnchi di Atri e in tutto il comprensorio turistico delle terre del Cerrano, un consorsio di produzione e vendita di prodotti tipici strettamente legati al territorio e garantiti dal marchi di qualità della Riserva.
Questi prodotti, insieme a vino,olio e carne, già abbondantemente affermati, potrbbero diventare una abbondante risorsa economica per le nostre aziende agricole, che si trovano spesso ad operare in territori marginali e in situazioni economiche difficili.
DISTRIBUTION OF THE LANNER FALCON
Titolo: Landscape-scale Spatial Distribution of the Lanner Falcon (Falco biarmicus feldeggii) Breeding Population in Italy
Autore: Alessandro Andreotti, Giovanni Leonardi, Maurizio Sara` , Massimo Brunelli, Lorenzo De Lisio, Augusto De Sanctis, Mauro Magrini, Riccardo Nardi, Paolo Perna and Antonio Sigismondi
Anno: 2008
Pagine: 5
The choice of the best conservation measures for threatened taxa strictly depends on basic knowledge about their population size, distribution, and overall trends. However, it is difficult to gather such information in the field. In fact, focal species are often rare and have complex distributional patterns related to sink-source or metapopulation models.
PIANIFICAZIONE AMBIENTALE NEI PAESAGGI DELL'EROSIONE
Titolo: Pianificazione ambientale nei paesaggi dell'erosione: La riserva naturale dei Calanchi di Atri
Autore: Dott.ssa Serena Ciabò
Anno:
Pagine: 80
Il processo di pianificazione di una Riserva Naturale ha lo scopo di colmare il vuoto della pianificazione territoriale ordinaria costituita dai piani regolatori generali dei Comuni e di costituire un programma di azioni da compiere, trasformando i vincoli di salvaguardia in indirizzi programmatici d’intervento. La creazione di un Piano non deve essere considerata come una sequenza di procedure ingessate in una struttura rigida. Questo piuttosto dovrebbe essere nelle mani del progettista uno strumento flessibile, che prende forma a seconda delle peculiarità della zona di cui ci sta occupando. Non è detto, infatti, che le procedure seguite o le analisi effettuate, finanche con successo, nella realizzazione di un piano possano essere poi generalizzate e applicate con egual successo in tutte situazioni territoriali.
STUDIO SULLA CHIROTTEROFAUNA
Titolo: Indicazioni per la tutela della chirotterofauna nella Riserva Naturale Regionale Calanchi di Atri e zone limitrofe
Autore: Dott.ssa Benedetta Colli, Dr. Adriano De Ascentiis
Anno: 2005
Pagine: 79
Introduzione: L’Ordine Chiroptera, di cui fanno parte tutti i chirotteri, o pipistrelli, rappresenta un importante gruppo di Mammiferi, che comprende più di 970 specie diffuse, nei diversi ambienti, in quasi tutti i paesi del mondo. L’aspetto peculiare e le abitudini notturne che caratterizzano questi animali sono probabilmente la causa delle numerose credenze popolari e leggende che li riguardano e nelle quali, il più delle volte, essi rivestono ruoli orripilanti e paurosi. A tale proposito, appare significativo quanto riferisce Altobello (1920) sulle convinzioni esistenti in Abruzzo tra il popolo, il quale “continua ciecamente a credere che i Pipistrelli siano mandati dalle Streghe, che hanno la triste missione di tormentarci, che vengono per cagionare e più fastidiose malattie, che scendono silenziosamente la notte per la canna del camino ed entrano nelle camere per attaccarsi ai bambini che dormono e succhiarne il sangue, per tagliare la faccia, per accecare.” l Attualmente, il timore che i pipistrelli suscitano nell’immaginario collettivo non è del tutto scomparso, tuttavia le maggiori conoscenze e le opere di sensibilizzazione, svolte dagli operatori in campo ambientale e dai divulgatori scientifici, hanno contribuito allo sviluppo di una diversa opinione nei confronti di questi inoffensivi ed utili animali.
RELAZIONE STRIGIFORMI E MAMMIFERI
Titolo: Relazione su presenza di mammiferi e presenza e consistenza di popolazioni di Strigiformi nella Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri
Autore: Dott. Adriano De Ascentiis
Anno: 2002
Pagine: 34
Introduzione: La Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri (TE) è caratterizzata da una notevole diversificazione del paesaggio, determinata dall’ eterogeneità delle condizioni geomorfologiche, dalla successione altitudinale (dai 466 m.s.l.m del Colle della Giustizia ai 110 m.s.l.m. del Fosso Piomba), dalla complessità del sistema delle lame calanchive e del reticolo idrografico, nonché dalle variazioni climatiche che interessano la zona nel corso delle stagioni. Tale varietà di ambienti ospita differenti comunità vegetazionali e faunistiche. Il territorio è contraddistinto da morfologie alquanto complesse del paesaggio, molto spesso caratterizzato dalla presenza di veri e propri corridoi naturali tra le zone costiere che, attraverso i fossi con vegetazione ripariale ed i calanchi con boschi naturali a Roverella e Olmo campestre, arrivano fino ai coltivi; tipico esempio è il fosso San Patrizio (Fig.1) che costituisce un corridoio naturale tra la costa in prossimità del nucleo abitato di Pineto ed i Calanchi, attraverso il Torrente Calvano. I popolamenti faunistici, così come le associazioni vegetali, risentono della presenza dell’uomo che attraverso le proprie attività ne effettua uno sfruttamento diretto (attraverso la caccia) ovvero ne condiziona la composizione e l’abbondanza attraverso attività di tipo indiretto (agricoltura, attività produttive, insediamenti ed piccole infrastrutture).
RELAZIONE MICROMAMMIFERI
Titolo: L’ANALISI DEL POPOLAMENTO DI MICROMAMMIFERI DELLA RISERVA DEI CALANCHI DI ATRI DA BORRE DI STRIGIFORMI
Autore: Dott.ssa Filomena Ricci In collaborazione con: Dott. Adriano De Ascentiis
Anno:
Pagine: 11
Introduzione: Lo scopo del presente studio è stato quello di analizzare la composizione della microteriocenosi della Riserva dei Calanchi di Atri, per completare ed ampliare le informazioni relative ai popolamenti faunistici presenti nel Piano di gestione di tale Riserva. A tal fine si è utilizzato un tipo di analisi indiretta che consiste nella raccolta incruenta e successiva classificazione dei micromammiferi, tramite l’esame dei crani contenuti nelle borre dei rapaci notturni. Il lavoro è stato effettuato in collaborazione con il dott. Adriano De Ascentiis, che si è occupato della ricerca sul campo del materiale da analizzare, e Serena Ciabò, studentessa del corso di laurea in Scienze Ambientali dell’Università degli studi di L’Aquila, che sta realizzando uno studio sulla Riserva dei Calanchi di Atri per la tesi di laurea. Dall’analisi delle borre si possono classificare anche gli invertebrati, presenti soprattutto nelle borre di Civetta, ma tale parte del lavoro non è stata per ora affrontata.
IL LITORALE DEL COMUNE DI PINETO
Titolo: LITORALE DEL COMUNE DI PINETO
Autore: Adriano De Ascentiis
Anno:
Pagine: 7
Introduzione: Questa lingua di costa mostra varie tipologie di paesaggio, essenzialmente legate alla differente granulometria delle sabbie tra le zone nord e sud del litorale. L’aumento della granulometria da sud, dove il litorale è composto da sabbie finissime, verso la foce del torrente Vomano, dove i sedimenti raggiungono la consistenza di ciottoli, è un fenomeno dovuto all’uso sconsiderato di questo bacino fluviale che si è avuto nell’ultimo secolo.
MONETE DEL TERAMANO
Titolo: LE MONETE DEL TERAMANO
Autore: Alberto D'Andrea
Anno: 2005
Pagine: 80
Introduzione: In Abruzzo vi fu un’intensa coniazione di monete da parte di diverse città che, o per diritto di autonomia, o per concessione del sovrano, o per necessità di scambio, o per desiderio di autonomia di qualche signore locale, ottennero, o si arrogarono, lo “jus monetandi”. Ciò che conta sottolineare, poi, è che le monete, oltre che strumento di scambio, sono anche simbolo di ricchezza, di potenza e di autonomia della comunità o del sovrano che le ha emesse, nonché espressione di civiltà e progresso di un popolo.
IL CENERONE
Titolo: IL CENERONE Vulcanello di fango di Pineto
Autore: Benedetta Colli, Adriano De Ascentiis
Anno:
Pagine: 6
Introduzione: Vulcanelli di fango, o “salse”, sono fenomeni pseudovulcanici che consistono nella risalita spontanea in superficie, dagli strati sedimentari profondi, di idrocarburi misti ad argille, fango liquido ed acqua salata che, accumulandosi, formano un’emergenza conica intorno al cratere circolare.
L'ANTICO SISTEMA IDRICO DI ATRI
Titolo: ANTICO SISTEMA IDRICO DI ATRI
Autore: Adriano De Ascentiis
Anno:
Pagine: 5
Introduzione: Il centro abitato di Atri si trova su tre piccoli colli denominati Maralto, di Mezzo e Muralto, ad un’altezza di 445 m s.l.m. e poggia quasi esclusivamente su conglomerati di tetto che, causa la loro notevole permeabilità, sono facilmente attraversati dall’acqua. Tale caratteristica ha indotto le genti che occupavano in epoca preromana il territorio atriano ad escogitare stratagemmi che sfruttassero tale prerogativa; in particolare sono stati realizzati nel sottosuolo dei principali colli, cunicoli sotterranei destinati alla captazione e al convogliamento delle acque percolanti sorgive.

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