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GIOCHI IN PIAZZA. FESTA D'ESTATE


Ad Atri per i bambini pausa a chat e facebook: si gioca al tradizionale “Mazzl e cuzzl”.

La scuola è chiusa, il bel tempo è arrivato, è ora di socializzare con gli altri bimbi, allora unitevi a noi, venerdì 14 giugno, dalle ore 16, la Riserva Naturale Regionale Oasi WWF Calanchi di Atri, in collaborazione con il Comune di Atri e la cooperativa Terracoste, organizza una festa per celebrare l’arrivo dell’estate con Giochi in piazza.

I nostri educatori proporranno tanti giochi, antichi e tradizionali, per i bimbi di ieri e di oggi. Giochi da ricordare, da riscoprire o semplicemente da conoscere. Tanto per fare un esempio, i nonni ricorderanno sicuramente il “Mazzl e cuzzl”, in italiano mazza e cuneo, un gioco con cui nei tempi passati tanti bambini trascorrevano ore, in compagnia dei propri coetanei, per le vie dei paesi d’Abruzzo durante gli assolati pomeriggi d’estate. Gli strumenti del gioco erano di facile reperibilità. Per questo gioco, infatti, occorrevano due mazze: una lunga una settantina di centimetri; l'altra più corta di circa un terzo, appuntita alle estremità. "Lu cuzzl", la mazza più piccola, dava il nome al gioco nei paesi della provincia di Chieti, dove la mazza più lunga misurava 40-50 centimetri e quella più piccola era lunga 15 cm. Pur essendo un gioco di gruppo, si poteva svolgere anche tra due persone soltanto. Si tracciava un cerchio per terra e al suo interno uno dei ragazzi lanciava "lu cuzzl"; l'altro ragazzo lo raccoglieva nel punto preciso in cui era caduto e tentava di lanciarlo all'interno del cerchio; il ragazzo nel cerchio tentava di respingerlo sempre e soltanto con la mazza. In Atri la battuta iniziale si effettuava tenendo con una sola mano entrambe le mazze. Se "lu cuzzl" cadeva nel cerchio, il battitore doveva cedere il posto all'altro; altrimenti poteva cercare di allontanarlo con soli tre colpi di mazza, dopo averlo colpito al volo a seguito del rimbalzo. Una regola stabiliva che il bastoncello più piccolo, spinto lontano dalla circonferenza, cadesse almeno alla distanza minima consentita, cioè tre volte la lunghezza della mazza, altrimenti il battitore doveva cedere ugualmente il posto. Nella provincia di Chieti, alla fine del terzo tiro la distanza dal cerchio, misurata a passi o a numero di mazze, era il punteggio di penalità raggiunto; vinceva chi sommava meno punti. La funzione del gioco nei bambini è da molti anni argomento di trattazione da parte di psicologi e pedagogisti: la letteratura ne evidenzia le molteplici funzioni in età evolutiva. Il gioco rappresenta, infatti, uno dei modi privilegiati per esplorare il mondo esterno e quello delle relazioni interpersonali, per sviluppare abilità motorie e cognitive, per sperimentare ruoli, per agire e mettere alla prova la propria creatività. Giocare, come comunicare, risponde ad un bisogno intrinseco dei piccoli, e anche per coloro che presentano alcune disabilità, esso non può divenire un mero atto riabilitativo in cui non vengano prese in considerazione le dimensioni della spontaneità e del genuino divertimento. E allora il gioco può essere considerato sotto due aspetti (o funzioni) fondamentali: sia come attività spontanea dalla quale trarre piacere e attraverso cui sviluppare la socialità e la creatività, sia come mezzo per favorire lo sviluppo. Una dicotomia sfumata e non netta, in cui il gioco diventa contemporaneamente momento di apprendimento e occasione di sviluppo. (fonte http://genitoritosti.blogspot.it/2010/03/lo-sviluppo-e-un-gioco-e-viceversa.html) L’attività è gratuita e aperta a tutti, vi aspettiamo!

INFO: PhD Caterina Marina Sciarra - Riserva Naturale Regionale Oasi WWF Calanchi di Atri - email: info@riservacalanchidiatri.it, tel. 085.87.800.88 - 329.47.25.038

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